FAQ Funzione Enti Locali

Le risposte alle domande dei Comuni sulla normativa vigente.

Svolgimento di attività in un Comune diverso da quello di residenza, domicilio o abitazione

Svolgere attività o fruire di servizi non sospesi nell’ambito di un comune dove si presta regolarmente la propria attività lavorativa, ma diverso da quello di residenza/abitazione, risulta del tutto coerente con la ratio  della norma (art. 2, c. 4, lett. B, DPCM 03/11/2020), volta a limitare gli spostamenti e a contenere il rischio di assembramenti, e pertanto è da ritenersi consentita.

[Prefetture di Perugia e Terni]

Spostamenti intercomunali – Criterio della contiguità territoriale

Gli spostamenti in un comune diverso da quello di residenza, domicilio o abitazione, sono consentiti, tra l’altro, “per situazioni di necessità o per svolgere attività o usufruire di servizi non sospesi e non disponibili in tale comune” (art. 2, c. 4, lett. B, DPCM 03/11/2020).

Al riguardo, nel rinviare a quanto in merito già precisato con apposita FAQ del Governo in risposta al quesito “Posso fare la spesa in un comune diverso da quello in cui abito?”, si ritiene che la possibilità di consentire gli spostamenti anche “per specifiche esigenze o necessità”, si cui alla medesima FAQ, non sembra possa estendersi fino al punto da ricomprendere motivazioni di mera comodità logistica, e ciò anche alla luce delle indicazioni fornite dal Gabinetto del Ministro dell’Interno con la nota circolare del 07/11/2020, laddove richiama al doveroso rispetto di “regole prudenziali che suggeriscono non solo di limitare all’indispensabile gli spostamenti, ma anche di effettuarli, di massima, raggiungendo il luogo più vicino dove comunque sia possibile il soddisfacimento della propria esigenza”.


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Spostamenti intercomunali – Convenienza economica della spesa

Si rinvia a quanto precisato nell’apposita FAQ del Governo, richiamato al quesito precedente, Spostamenti intercomunali – Criterio della contiguità territoriale.

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Attrazione ludica temporanea su suolo pubblico

L’attività di una struttura temporanea su suolo pubblico, che consti di una gabbia con tappeti elastici e palline in plastica, quale quella adombrata nel quesito prospettato, può essere assimilata a quella, consentita, svolta presso “aree gioco attrezzate”, e non già a quella dei “parchi tematici o di divertimento”, attività, quest’ultima, sospesa in forza dell’art. 1, c. 9, lett. c), DPCM 03/11/2020. Pertanto, si ritiene che ne siano consentiti l’accesso e la fruizione nei termini ed alle condizioni previste dall’art. 1, c. 9, lett. c) e b), DPCM 03/11/2020, fatti salvi eventuali provvedimenti di segno contrario adottati dalle autorità locali.

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Spostamenti intercomunali – Fruizione di impianti per lo svolgimento di attività sportive consentite

Gli spostamenti da un comune all’altro per lo svolgimento di attività sportive consentite possono farsi rientrare nel novero degli spostamenti permessi “per svolgere attività o usufruire di servizi non sospesi e non disponibili in tale comune” (art. 2, c. 4, lett. b, DPCM 03/11/2020), ferma restando, in ogni caso, l’esigenza di limitare tali spostamenti al luogo più vicino dove comunque sia possibile lo svolgimento dell’attività d’interesse, qualora essa non risulti praticabile nel comune di residenza, domicilio o abitazione. 

Quanto sopra nella fermezza delle indicazioni contenute nelle specifiche FAQ pubblicate sul sito istituzionale del Dipartimento per lo Sport presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri relative alle attività motorie e sportive non sospese, nelle quali, a titolo esemplificativo, si fa riferimento al tennis ed al padel quali attività che potranno continuare ad essere svolte solo in centri e circoli sportivi all’aperto, e comunque nel rispetto dei previsti protocolli di sicurezza.


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Spostamenti intercomunali – Trasloco

Gli spostamenti motivati dall’esigenza di effettuare un trasloco a causa del trasferimento in un’abitazione ubicata in un comune diverso da quello di residenza, domicilio o precedente abitazione possono ritenersi ricompresi nelle “situazioni di necessità” (art. 2, c. 4, lett. b, DPCM 03/11/2020) e, pertanto, costituiscono una valida causa di giustificazione.

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Punti vendita nei Centri Commerciali – Esercizi che vendono prodotti per animali

Si ritiene che tali esercizi, limitatamente alla vendita di prodotti alimentari e farmaceutici per animali, siano assimilabili a quelli al cui attività non è sospesa ai sensi dell’art. 1, c. 9, lett. ff), del DPCM 03/11/2020, fatto salvo quanto previsto dall’Ordinanza Regionale n. 71 del 13 novembre 2020 e successive Ordinanze regionali n. 74 e 75. 

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Attività commerciali nei mercati rionali

Come precisato dal Gabinetto del Ministro dell’Interno, le attività commerciali nei mercati rionali sono consentite, senza limitazioni merceologiche, ove svolte all’aperto, fermo restando il divieto nelle giornate di domenica di ogni attività commerciali esercitata su aree pubbliche, come stabilito dall’art. 1, c. 2 dell’Ordinanza Regionale n. 71 del 13 novembre 2020 e dalle successive ordinanze regionali n. 74 e 75. 

Si precisa, infine, che – come chiarito dalle FAQ del Governo – i cosiddetti mercatini di Natale, intesi come manifestazioni, anche a carattere commerciale di natura fieristica, se realizzate fuori dall’ordinaria attività commerciale in spazi dedicati all’attività stabile o periodica di mercato, sono da assimilare alle fiere, e come tali, sono vietati (art. 1, c. 1, lett. n), DPCM 03/11/2020).

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Punti vendita nei Centri Commerciali – Fiorai

Nel rammentare quanto previsto dall'Ordinanza Regionale n. 71 del 13 novembre 2020 e successive ordinanze regionali n. 74 e 75, si ritiene che i negozi classificabili come “fiorai”, ubicati all’interno dei centri commerciali, non possano farsi rientrare tra le specifiche categorie merceologiche eccezionalmente escluse dalla chiusura dall’art. 1, c. 9, lett. ff), del DPCM 03/11/2020, il quale prevede che “nelle giornate festive e prefestive sono chiusi gli esercizi commerciali presenti all’interno dei centri commerciali e dei mercati, a eccezione delle farmacie, parafarmacie, presidi sanitari, punti vendita di generi alimentari, tabacchi ed edicole”. 

Difatti, alla luce di un’interpretazione letterale e teologica della norma, volta a contenere il rischio di assembramenti e di limitare allo stretto necessario le attività commerciali ubicate in punti di forte addensamento sociale, specie nel fine settimana, quali i centri commerciali ed i mercati al chiuso, si ritiene che i fiorai non possono farsi rientrare nella categoria dei “punti vendita di generi alimentari”, per tali intendendosi gli esercizi che vendono prodotti agroalimentari confezionati e pronti all’uso, predisposti per la vendita secondo le rispettive norme igienico-sanitarie, ossia i “prodotti artigianali e industriali destinati all’alimentazione e alla nutrizione”.

[Prefetture di Perugia e Terni]

Raccolta delle olive – Impiego di congiunti e parenti nelle relative attività

Nel rinviare, al riguardo, a quanto precisato nell’appositaFAQ del Governo (Spostamenti), si ritiene che la collaborazione di congiunti e parenti per lo svolgimento dell’attività in argomento, specie se destinata all’autoconsumo, possa essere consentita nei limiti in cui ciò corrisponda a situazioni di stretta necessità, da specificare nell’apposita autocertificazione. Si rammenta, infine, che per tutti gli spostamenti intercomunali gli interessati dovranno precisare puntualmente le motivazioni che li giustificano mediante l prevista autocertificazione, facendo presente che sarà cura poi degli organi preposti alle attività di controllo verificare la veridicità della dichiarazione resa, con l’adozione delle conseguenti sanzioni in caso di false dichiarazioni.

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